Che cos'è la mediazione internazionale?
La mediazione internazionale è una procedura volontaria e riservata in cui una terza parte neutrale aiuta le parti a risolvere controversie civili e commerciali che presentano un elemento di internazionalità, ad esempio perché le parti hanno sede in Stati diversi oppure perché il rapporto è regolato da norme sovranazionali.
Quando una controversia può dirsi “internazionale” ai fini della mediazione?
Si parla di controversia internazionale quando almeno uno tra residenza delle parti, luogo di esecuzione del contratto, oggetto della prestazione o norme applicabili coinvolge più ordinamenti, oppure quando occorre tener conto di diritto UE o convenzioni internazionali
Per quali tipi di controversia è più indicata la mediazione commerciale internazionale?
Tipicamente per liti su contratti di fornitura, distribuzione, agenzia, franchising, e‑commerce, servizi professionali cross‑border, proprietà intellettuale (marchi, brevetti, copyright) e responsabilità contrattuale o extra‑contrattuale tra imprese di Paesi diversi.
Quali vantaggi offre la mediazione internazionale rispetto a una causa davanti ai tribunali stranieri?
Ridurre tempi e costi, evitare l'incertezza su giurisdizione e legge applicabile, consente soluzioni creative difficilmente ottenibili in giudizio e preserva i rapporti commerciali, spesso fondamentali nei mercati internazionali.
Perché gli avvocati dovrebbero proporre la mediazione internazionale ai propri clienti?
Perché consente di gestire il rischio legale in modo più prevedibile, valorizza il ruolo consulenziale dell'avvocato, riduce l'esposizione economica del cliente e può portare ad accordi che mantiene conto di interessi economici, reputazionali e di continuità del business.
La presenza dell'avvocato è consigliata in mediazione internazionale?
Sì, nelle controversie internazionali la presenza degli avvocati è di fatto essenziale, sia per inquadrare correttamente i profili di diritto internazionale ed eurounitario, sia per tradurre l'intesa in un accordo tecnicamente solido e, per quanto possibile, azionabile nei diversi ordinamenti coinvolti.
Come si avvia una procedura di mediazione internazionale presso un organismo accreditato?
Si deposita un'istanza di mediazione indicando l'elemento di internazionalità, i dati delle parti, l'oggetto della controversia, il valore e l'eventuale scelta di lingua di lavoro; la segreteria dell'organismo provvede poi alla convocazione della controparte e all'organizzazione degli incontri.
È possibile svolgere una mediazione internazionale interamente online?
Sì, particolarmente la mediazione internazionale si presta alla gestione in modalità ODR, tramite piattaforme di videoconferenza sicure, scambio documentale e firma digitale, soluzione che facilita la partecipazione delle parti e dei loro difensori da Paesi diversi.
Che ruolo ha il mediatore in una mediazione internazionale?
Il mediatore non decide la controversia ma facilita il dialogo, aiuta le parti a superare le barriere linguistiche, culturali e giuridiche ea esplorare opzioni di accordo che tengano conto dei vincoli normativi interni e internazionali.
Come si sceglie la lingua della procedura?
La lingua è concordata tra le parti, tenendo conto delle rispettive esigenze; spesso si utilizza l'italiano, l'inglese o una terza lingua condivisa, con eventuale supporto di interpreti, in modo che tutti possano comprendere pienamente contenuti e conseguenze dell'accordo.
Come si gestiscono i profili di legge applicabile e giurisdizione in mediazione internazionale?
In mediazione le parti non devono sciogliere in via tecnica la questione della legge applicabile o della giurisdizione competente; Possono tuttavia farsi assistere dai loro avvocati per valutare scenari alternativi e utilizzare tali profili come parametri negoziali per trovare un accordo soddisfacente.
L'accordo di mediazione internazionale ha valore esecutivo?
L'efficacia esecutiva dipende dalle norme interne del Paese in cui si vuole far valere l'accordo e da eventuali strumenti sovranazionali; spesso l'accordo è ricevuto in un titolo omologato o in un atto che ne agevoli l'esecuzione nel sistema interessato.
È possibile prevedere la mediazione internazionale direttamente nei contratti?
Sì, è fortemente consigliabile inserire clausole di mediazione o clausole multi‑step che prevedano il tentativo di mediazione prima di adire il giudice o l'arbitro, così da avere un canale ordinato di gestione delle future controversie internazionali.
La mediazione internazionale esclude il ricorso all'arbitrato o al giudice?
No, la mediazione è uno strumento complementare: se l'accordo non si raggiunge, le parti restano libere di rivolgersi al giudice o all'arbitro secondo quanto previsto dal contratto o dalla legge, potendo però far tesoro delle informazioni e delle proposte emergere in mediazione.
Quali sono i tempi tipici di una mediazione internazionale?
I tempi sono tendenzialmente brevi: in molti casi pochi incontri, concentrati in un arco di settimane o pochi mesi, a fronte di contenziosi internazionali che possono durare anni nei diversi gradi di giudizio.
La mediazione internazionale è sempre volontaria?
Di regola sì, anche se alcune normative o clausole contrattuali possono prevedere l'obbligo di esperire un tentativo di mediazione prima di adire l'autorità giudiziaria o arbitrale, soprattutto in taluni settori o schemi contrattuali.
Quali costi comporta la mediazione internazionale rispetto a un arbitrato?
I costi della mediazione sono in genere sensibilmente inferiori a quelli di un arbitrato o di una causa internazionale, perché la procedura è più snella, il numero di incontri è limitato e non vi sono oneri connessi alla costituzione di un collegio giudicante.
Che ruolo hanno le differenze culturali nella mediazione internazionale?
Le differenze culturali possono incidere su stile negoziale, percezione del conflitto e aspettative; il mediatore le considera come un elemento da gestire, aiutando le parti a tradurre i rispettivi bisogni in un linguaggio comprensibile e negoziabile.
Qual è il valore aggiunto di un coordinatore esperto in diritto internazionale ed europeo?
Un coordinatore con competenze in diritto internazionale, diritto dell'Unione europea e tutela convenzionale dei diritti fondamentali può individuare meglio i margini di manovra negoziale, prevenire soluzioni in contrasto con norme imperative e orientare le parti verso accordi più stabili e rispettosi dei diritti coinvolti.
In che modo l'Avv. Alessandro Savoca segue le mediazioni internazionali presso Concordia et Ius?
In qualità di coordinatore della mediazione internazionale, l'Avv. Alessandro Savoca supporta l'Organismo nella selezione dei mediatori, nell'impostazione delle procedure con elementi transnazionali e, quando nominato, conduce personalmente le mediazioni che richiedono specifiche competenze in diritto internazionale, diritto UE, CEDU e strumenti ADR.